Blog de Francesco Zaratti

Mario Argollo e Donald Trump: Vite (sprecate) parallele

Esiste un parallelismo critico tra Mario Argollo, leader della Central Obrera Boliviana, e Donald Trump, nella misura in cui entrambi hanno intrapreso conflitti sociali e geopolitici distruttivi sotto motivazioni discutibili e con strategie simili. Dopo aver fallito nei loro obiettivi iniziali e aver incontrato una resistenza inaspettata, entrambi i personaggi cercano una via d’uscita negoziata per preservare la propria sopravvivenza politica di fronte al logoramento dei rispettivi conflitti.

Le linee rosse delle proteste sociali

Nel conflitto sociale che attualmente devasta la Bolivia, il governo sembra aver optato, paradossalmente, per la non violenza di fronte all’estrema aggressività dei settori mobilitati. Data l’esperienza boliviana in materia, appare sensato fissare alcune “linee rosse” per la protesta. Se tali linee rosse dovessero essere superate, il peso della legge — attraverso processi e risarcimento dei danni — deve ricadere con estremo rigore sui responsabili.

La Trappola di Tucidide e la politica boliviana

La “Trappola di Tucidide” di Graham Allison — la tendenza storica delle potenze consolidate a scontrarsi con quelle emergenti — è applicata per analizzare le sfide contemporanee in Bolivia, con particolare riferimento alla governance politica e alla transizione energetica.

Papa Francesco: la sua eredità a un anno dalla scomparsa

Il mio omaggio a Papa Francesco nel primo anniversario della sua morte, attraverso questa colonna che sintetizza la conferenza tenuta presso il Seminario San Girolamo di La Paz. Francesco è stato un pontefice che ha rinnovato profondamente la vita della Chiesa e ha fornito orientamenti fondamentali all’umanità.

La tempesta perfetta per YPFB: Tra sabotaggio interno e caos globale

La Bolivia si trova a un bivio: tra l’inefficienza di YPFB e una crisi globale che spinge il greggio a 100 dollari, il governo di Rodrigo Paz affronta il dilemma di scegliere tra la fame dell’inflazione o la peste del deficit. Senza riserve strategiche né valuta estera, l’unica vera via d’uscita è una diplomazia energetica aggressiva e una transizione graduale verso le fonti rinnovabili per spezzare la dipendenza dagli idrocarburi.

Quattro anni di terrore energetico

Nel conflitto ucraino, giunto al suo quarto anno, la Russia utilizza il “terrore energetico” per piegare la popolazione civile tra blackout e gelo polare. L’Ucraina risponde colpendo l’economia russa attraverso attacchi mirati alle raffinerie. In un mondo in cui l’energia è sinonimo di sopravvivenza, è urgente che il diritto internazionale proibisca l’uso della privazione energetica come arma di guerra.

L’accumulo dell’energia

La fattibilità della transizione energetica dipende dalla risoluzione del problema dell’intermittenza delle fonti rinnovabili. Esplorando diverse soluzioni di accumulo, inclusi sistemi innovativi di aria compressa in miniere abbandonate, si dimostra che esistono soluzioni tecniche nonostante i costi aggiuntivi. Applicando queste considerazioni alla Bolivia, risulta urgente elaborare un Piano di Transizione Energetica che democratizzi la generazione mediante incentivi normativi e attragga investimenti privati e comunitari.

I dilemmi di Tariquía

La Bolivia si trova oggi a un bivio critico dopo decenni di gestione energetica inefficiente, costringendo il governo a scegliere tra la stabilizzazione economica e la conservazione ambientale. Il caso del pozzo DMO-X3, situato nei pressi della Riserva Nazionale di Tariquía, incarna perfettamente questo dilemma: sebbene il potenziale di 2 TCF di gas possa offrire ossigeno alle finanze pubbliche e garantire valuta pregiata tramite l’esportazione, il progetto si scontra con una forte opposizione per i rischi ecologici e sociali. In ultima analisi, la soluzione proposta suggerisce di superare questo “falso dilemma” attraverso una transizione energetica strategica: destinare le nuove scoperte all’esportazione per risanare i conti, accelerando contemporaneamente lo sviluppo delle fonti rinnovabili per coprire il fabbisogno interno e ridurre la dipendenza nazionale dal gas.

Bilancio annuale del settore energetico boliviano

Viene effettuato un bilancio delle tappe salienti del 2025 nel settore energetico della Bolivia —prevalentemente negative— e vengono suggeriti percorsi di rilancio a partire dal DS 5503, nel contesto della persistente crisi degli idrocarburi.

Transizione o diversificazione energetica?

A causa della realtà del settore energetico boliviano, si sostiene – attraverso diversi argomenti – la necessità di una transizione energetica piuttosto che della semplice “diversificazione” o cambiamento della matrice energetica, come invece pretende il nuovo ministro degli idrocarburi.