La Bolivia e il Vaticano tra due centenari (1925-2025)

Vengono descritti alcuni momenti chiave delle relazioni tra la Bolivia e il Vaticano nel corso dell’ultimo secolo, dalla nomina del primo nunzio fino alla rinnovata forma di convivenza dei nostri giorni.
Bolivia e il Vaticano: dalla simbiosi alle relazioni piene (1877-1925)

Le relazioni diplomatiche tra la Bolivia e la Santa Sede, tra il 1877 e il 1925, attraversarono fasi di collaborazione e di forti controversie prima dell’instaurazione di relazioni piene. Emergono, per diversi motivi, due figure: il futuro cardinale Pietro Gasparri e l’internunzio Rodolfo Caroli.
Relazioni tra Bolivia e Vaticano: un approccio alla loro «preistoria»

Si analizza la «preistoria» delle relazioni diplomatiche tra la Bolivia e la Santa Sede (1825-1877). Attraverso l’esame di tappe fondamentali, come la mancata ratifica del Concordato del 1851, si conclude che fu soltanto nel 1877, con la nomina di monsignor Mario Mocenni, che si consolidò formalmente l’inizio delle relazioni bilaterali, stabilendo così il punto di partenza per il prossimo sesquicentenario di questo legame diplomatico.
Non poteva parlare, ma cantava a squarciagola

Antonio Araníbar Quiroga fu un integro apostolo della politica e un martire della democrazia per aver vissuto decenni di esilio dignitoso. Il ricordo personale dell’austerità della sua vita privata, della collaborazione professionale e l’impatto di vederlo cantare l’inno nazionale, nonostante le sue limitazioni fisiche al finale della sua vita, risalta una figura pubblica straordinaria che lascia un’impronta indelebile nella storia della Bolivia.
La dispensa

L’evoluzione storica della dispensa, dalla sua origine come spazio fisico fondamentale per la sopravvivenza di fronte alle inclemenze dell’ambiente, fino alla sua reinterpretazione come metafora di previdenza finanziaria nella fase della pensione, culmina nel fatto che la vera sicurezza umana risiede nel coltivare un lascito di valori imperituri, ultima provvista di fronte alla finitezza dell’esistenza.
La Trappola di Tucidide e la politica boliviana

La “Trappola di Tucidide” di Graham Allison — la tendenza storica delle potenze consolidate a scontrarsi con quelle emergenti — è applicata per analizzare le sfide contemporanee in Bolivia, con particolare riferimento alla governance politica e alla transizione energetica.
Il principe anarchico che sfidò Darwin, Lenin e Leone XIII

Pëtr Kropotkin, naturalista e pensatore anarchico, confutò la distorsione del darwinismo sociale dimostrando che la cooperazione e il mutuo appoggio sono fattori biologici essenziali per la sopravvivenza, al di là della mera competizione. Nella sua opera sfidò tanto il capitalismo selvaggio quanto lo statalismo autoritario e le gerarchie. La sua eredità risuona oggi nelle strutture cooperative come quelle boliviane e propone una terza via contro l’individualismo estremo e il controllo statale, centrata sull’aiuto reciproco per il bene comune.
Papa Francesco: la sua eredità a un anno dalla scomparsa

Il mio omaggio a Papa Francesco nel primo anniversario della sua morte, attraverso questa colonna che sintetizza la conferenza tenuta presso il Seminario San Girolamo di La Paz. Francesco è stato un pontefice che ha rinnovato profondamente la vita della Chiesa e ha fornito orientamenti fondamentali all’umanità.
Il medico di corte che perse la testa per la regina e per l’Illuminismo

Nel 1770, J.F. Struensee passò da medico del re a reggente *de facto* della Danimarca e, in soli due anni, promosse riforme radicali in linea con l’Illuminismo. Quando la sua relazione con la regina divenne nota, fu decapitato nel 1772. Sebbene le sue riforme siano state revocate, la sua eredità sopravvive nella Danimarca progressista di oggi.