Un incontro fortuito con il Nunzio Apostolico in Bolivia mi ha permesso di conoscere un dato rivelatore: nel 2027 ricorrerà il 150° anniversario delle relazioni «ininterrotte» tra lo Stato boliviano e la Santa Sede.
Spinto dalla curiosità di comprendere l’evoluzione di questo legame sin dalla fondazione della Repubblica e sospettando che la sua continuità nascondesse una trama più complessa, ho intrapreso una ricerca che mi ha permesso di delineare le tappe fondamentali di questa relazione. Il primo periodo, che ho denominato la «preistoria», va dal 1825 al 1877.
L’indipendenza dei territori ispanoamericani trovò la Chiesa profondamente legata alla Corona spagnola e, di conseguenza, diffidente nei confronti dei movimenti emancipatori, al di là di quei sacerdoti che, a titolo personale, si unirono alla lotta per la libertà. Dopo il consolidamento dei nuovi Stati, sebbene le costituzioni — a cominciare da quella del 1826, redatta da Bolívar — riconoscessero il cattolicesimo come religione ufficiale, emersero due nodi gordiani: il diritto rivendicato dai governi repubblicani di nominare i vescovi (in continuità con l’antico «Patronato Real») e la disputa sul grado di autonomia e di ingerenza della Chiesa nella vita pubblica, in particolare negli ambiti della giurisdizione e dell’istruzione. Il Patronato, che giustificava la propria autorità con il finanziamento statale del culto e del clero, esigeva in cambio il potere sulle nomine ecclesiastiche.
Di fronte a questa situazione, il Vaticano reagì inviando delegati pontifici che operavano da storici centri vicereali, come Lima o Buenos Aires, con lo scopo di attenuare le tensioni e accompagnare la transizione politica.
In Bolivia, l’iniziale ostilità di Antonio José de Sucre nei confronti della Chiesa — manifestatasi nella confisca dei beni — fu seguita da un atteggiamento più conciliante durante i governi di Andrés de Santa Cruz e Manuel Isidoro Belzu. Di fatto, su iniziativa dell’Esecutivo, il 27 giugno 1851 la Vergine del Carmen fu proclamata patrona della Bolivia. Nello stesso anno fu sottoscritto a Roma un Concordato, firmato dal cardinale Antonelli e dal maresciallo Andrés de Santa Cruz. Sebbene fosse stato approvato dalla Convenzione Nazionale, la sua ratifica rimase subordinata alla risoluzione di alcune divergenze di carattere costituzionale e, pertanto, non entrò mai in vigore. La soluzione pragmatica proposta dal Concordato riguardo al Patronato era la seguente: il Congresso elaborava una terna di candidati che il Presidente presentava al Papa, il quale procedeva infine alla nomina del prelato. Va ricordato che, anche in assenza di un concordato, questa prassi di fatto rimase in vigore in diversi periodi, fino alla sua definitiva abolizione nella Costituzione del 1961.
A causa dell’instabilità politica dello Stato Pontificio, tra il 1869 e il 1877 si verificò una notevole discontinuità nelle delegazioni della Santa Sede nella regione. Il quadro cambiò radicalmente nel 1877, dopo il Concilio Vaticano I (1869–1870) e la perdita del potere temporale del Papa (1870), eventi che segnarono un salto qualitativo nella diplomazia vaticana.
Il 6 agosto 1877 il Papa nominò mons. Mario Mocenni Delegato Apostolico per la Bolivia, con sede a Lima. Non si trattava, in senso stretto, di una piena rappresentanza diplomatica — come l’attuale Nunziatura —, bensì di una delegazione specifica incaricata di occuparsi delle questioni di interesse comune; una sorta di «incaricato d’affari» residente in Perù, del quale non risultano visite permanenti in Bolivia.
In conclusione, in vista del sesquicentenario che celebreremo nel 2027, è storicamente preciso collocare nel 1877 il punto di svolta che segna l’inizio delle relazioni bilaterali formali tra la Bolivia e il Vaticano.
Grazie carissimo Francesco, ho trovato interessante questo particolare tratto storico delle relazioni tra Bolivia e Vaticano.
Auguro a te e a tutti una buona festa dell’ Assunzione e un tranquillo ferragosto.
Sei sempre il Francesco Zaratti dei magnifici temi in classe della nostra cara ed ormai lontana maturità.
Un carissimo buon ferragosto con tut
to il cuore
Igino M
👏