La Paz, 4 marzo 2026 — In piena Quaresima, quando la Chiesa ricorda che il peccato può essere commesso per “pensiero, parola, opera e omissione”, il governo boliviano ha denunciato casi di sabotaggio in Yacimientos Petrolíferos Fiscales Bolivianos (YPFB) che si manifesterebbero proprio in queste quattro forme.
Secondo le autorità del settore, alcuni funzionari —residui della precedente gestione— auspicherebbero il fallimento della nuova amministrazione per conservare le proprie posizioni o interessi personali. Alcuni andrebbero oltre: filtrerebbero informazioni distorte o false a media sensazionalistici, che fungono da cassa di risonanza senza che le autorità siano riuscite finora a elaborare una strategia comunicativa coerente e unitaria.
È stata persino ipotizzata la possibilità di atti diretti di sabotaggio, come la contaminazione intenzionale della benzina nei serbatoi di stoccaggio, sebbene gli esperti ritengano questa ipotesi poco probabile. Il sabotaggio più diffuso e documentato sarebbe tuttavia quello per omissione: importazione di benzina di bassa qualità, trascuratezza nelle analisi di laboratorio e negligenza nella manutenzione ordinaria degli impianti.
Il problema centrale riguarda ingenti volumi di benzina importata non idonea al consumo diretto, che richiede un trattamento preventivo prima della commercializzazione. Il governo ha annunciato l’introduzione di additivi chimici per pulire preventivamente i sistemi di combustione dei veicoli. Tuttavia, diversi professionisti del settore avvertono che tale misura non migliora la qualità del prodotto, ma aumenterebbe i costi della sovvenzione parziale ancora in vigore per la benzina.
È stata suggerita la formazione urgente di un’équipe tecnica multidisciplinare per valutare alternative fattibili e adottare decisioni basate su consenso scientifico, prima che la crisi si aggravi.
Rischio internazionale: la chiusura dello Stretto di Hormuz
Parallelamente, la recente chiusura dello Stretto di Hormuz —attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio mondiale— aggrava ulteriormente lo scenario. Analisti internazionali stimano che questo blocco potrebbe far schizzare il prezzo del barile di greggio e dei suoi derivati del 50% o più.
Per la Bolivia, dipendente dalle importazioni di carburanti e con una cronica scarsità di dollari, le conseguenze sarebbero devastanti: il governo si troverebbe di fronte al dilemma di aumentare sensibilmente i prezzi dei carburanti o riattivare pienamente la sovvenzione, riesumando problemi noti come scarsità, contrabbando e distorsioni economiche.
Nel frattempo, le tanto annunciate riforme strutturali nel settore degli idrocarburi continuano a subire ritardi.
La fiducia della popolazione nel governo rimane intatta, anche se un comico potrebbe ironizzare sul fatto che la ‘buona notizia’ è che il paese sta affondando… ma più lentamente.
Un abbraccio affettuoso e senza omissioni.
Francesco