La Paz, 10/07/2026-. Il recente avvertimento del presidente della YPFB riguardo al livello critico delle riserve di gas e alle sue conseguenze immediate per la sicurezza energetica della Bolivia non costituisce una novità, bensì la conferma di una crisi strutturale che specialisti e analisti denunciano da anni.
Una gamba in cancrena
Se l’energia è il motore dell’economia, il progresso del settore energetico boliviano soffre di una paralisi critica che richiede un intervento urgente. L’economia nazionale, sotto una marcata gestione statale, poggia su due “gambe” fondamentali: gli idrocarburi (YPFB) e l’elettricità (ENDE), essendo quest’ultima altamente dipendente dalla prima.
La gamba degli idrocarburi presenta un grave deterioramento, per ragioni fin troppo note. Di fronte a questa situazione, il dilemma non risiede nella dicotomia semplicistica tra mantenere lo status quo della YPFB o privatizzarla. Esistono restrizioni costituzionali e realtà politiche (il “consenso” dei familiari) che obbligano ad andare oltre tale dibattito. L’approccio deve essere pragmatico: come rimettere in moto il settore?
Misure urgenti e sensate
L’emergenza suggerisce di adottare misure urgenti, compatibili con lo stato critico del paziente e accettabili per i parenti. Tra le misure proposte, spiccano:
1. Approvare una “legge breve” sugli idrocarburi che modifichi il regime tributario, sostituendo la tassazione fissa (50-50) della legge 3058 con una scala proporzionale basata principalmente sui volumi prodotti e sui prezzi di mercato. Tuttavia, basterà questo ad attrarre investimenti?
2. Sincerare il costo dell’energia nel mercato interno, adeguando prezzi e tariffe alla realtà, senza punire i settori più vulnerabili. L’obiettivo è il recupero della gamba danneggiata, ricorrendo a “chirurghi” esterni alla YPFB. La liberalizzazione della commercializzazione dei carburanti importati è un esempio da seguire in altre attività.
3. Rafforzare la “gamba elettrica”, che reclama l’adeguamento delle tariffe del gas fornito alle centrali termoelettriche, il che si ripercuote, parzialmente, sul prezzo dell’elettricità generata da fonti rinnovabili.
4. Sfruttare il potenziale rinnovabile di cui la Bolivia dispone in abbondanza, attraendo a tal fine capitali pubblici, misti, privati, istituzionali e della cooperazione internazionale.
Il recente decreto supremo DS 5647 è un passo necessario per tutelare la gamba elettrica, poiché introduce un adeguamento automatico delle tariffe elettriche, con un tetto limite mensile del 5% (precedentemente era del 3% semestrale), al fine di compensare l’inflazione.
In definitiva, la cura consiste nell’avviare una volta per tutte un Piano di Transizione Energetica che ci renda meno dipendenti dal gas nella generazione elettrica. Nel caso delle auto elettriche, che stanno vivendo un boom a causa del collasso della commercializzazione dei carburanti, non è coerente con i cambiamenti proposti continuare a caricare le batterie di tali veicoli con elettricità generata dalle centrali termoelettriche.
L’emergenza non aspetta. È giunto il momento di passare, senza ulteriori indugi, dall’avvertimento all’azione.
Saluti e salute,
Francesco