Blog de Francesco Zaratti

Dal 2018 in Bolivia viene commercializzata la cosiddetta “benzina verde”, una miscela di benzina base ed etanolo anidro (un sottoprodotto della canna da zucchero), nel quadro di un accordo che obbliga la YPFB ad acquistare etanolo dagli zuccherifici e a miscelarlo con la benzina nazionale o importata.


Le virtù di questo programma sono state ampiamente pubblicizzate: miglioramento del numero di ottani, riduzione delle importazioni di benzina (che rappresentano quasi il 60% del consumo) e tutti i vantaggi sociali derivanti dal sostegno a un’industria nazionale.


Anche le critiche sono note: risparmio monetario dubbio, deforestazione per aumentare la produzione agricola, uso e abuso di fertilizzanti e pesticidi associati alle monocolture, sicurezza alimentare a rischio e guasti ai motori, principalmente nei modelli più vecchi.


Questa polemica tra sostenitori e detrattori degli agro-carburanti si è riaccesa recentemente a seguito della ricerca delle cause della scarsa qualità della benzina, che ha causato danni ai motori di moto e automobili in alcune regioni del paese.


Le autorità (e gli utenti) hanno indicato, tra le altre cause, la miscela di etanolo (attualmente fino al 12%) capace di facilitare la dissoluzione delle gomme, responsabili finali dei guasti al sistema di iniezione, e hanno annunciato una riduzione della percentuale di tale additivo.


Al di là della risposta ridicola degli zuccherifici (che hanno cercato di dimostrare, dividendo il volume di etanolo consegnato per quello di benzina commercializzato, che la miscela non raggiungeva il 12%, bensì nemmeno il 9%), è necessario riorganizzare questo programma con tre misure urgenti:

  • Adeguamento agli standard internazionali: Ridurre la miscela a meno del 10%. Questo è il limite massimo consentito negli Stati Uniti ed è superiore a quanto permesso nell’Unione Europea. È imperativo che gli importatori di veicoli rompano il silenzio e facciano rispettare le specifiche tecniche che proteggano i propri clienti.
  • Libertà di scelta alla pompa: L’utente non deve essere obbligato a consumare alcol. Si propone un menù di tre opzioni: la “verde”; una economica a basso numero di ottani (RON 88) senza alcol; e una “premium” pura ad alto numero di ottani (superiore a RON 92). In un mercato più libero, dovrebbero essere i grossisti a decidere la convenienza economica della miscela.
  • Guardare al mercato estero: Lo Stato deve collaborare con gli zuccherifici per recuperare i mercati di esportazione dell’alcol. Ciò permetterebbe all’industria di continuare a crescere e generare valuta estera per il Paese, senza compromettere la salute del parco circolante boliviano.
    Insomma, il programma dell’etanolo ha bisogno più che mai di trasparenza e adeguazione alla realtà tecnica.

Un saluto quaresimale e fraterno,

Francesco