Blog de Francesco Zaratti

A cento giorni dall’insediamento di Rodrigo Paz Pereira, il panorama politico boliviano presenta un contrasto netto: se da un lato si registrano significativi progressi in ambito economico e politico, dall’altro due pesanti scandali stanno mettendo a dura prova la stabilità del governo.
L’emergenza carburanti: inefficienza o sabotaggio?


Il primo fronte critico riguarda il danneggiamento di centinaia di veicoli a causa della scadente qualità della benzina distribuita da YPFB, la impresa pubblica che ha praticamente il monopolio della commercializzazione dei carburanti. Sebbene le criticità legate alla miscelazione di etanolo risalgano al 2017, l’attuale crisi sembra prescindere dal superamento della soglia del 12% di bioetanolo, valore critico che sta nella mira dei fabbricanti di automobili.


Le autorità, prive di una strategia investigativa coerente, hanno offerto versioni contraddittorie. I dati suggeriscono che il problema, localizzato principalmente nel Nord-est (Santa Cruz e Beni), derivi dalla mancata manutenzione dei serbatoi dopo la crisi di approvvigionamento. Tuttavia, il sospetto di un sabotaggio interno da parte di funzionari legati alle precedenti amministrazioni del MAS aleggia con forza nei corridoi del potere. Ora lo Stato si trova ad affrontare una raffica di richieste di risarcimento per la mancata vigilanza sulla qualità dei combustibili.

Il “Giallo” del volo charter e le valigie fantasma
Il secondo scandalo, dai contorni quasi cinematografici, riguarda l’ingresso nel Paese di oltre 30 valigie che hanno bypassato i controlli doganali. L’operazione è stata orchestrata da un’ex deputata di Santa Cruz utilizzando un passaporto diplomatico scaduto e la complicità di un influente giudice.
Mentre l’inchiesta procede a rilento, si mescolano accuse di narcotraffico e corruzione giudiziaria.


Ad oggi, delle valigie non vi è traccia, ma il costo proibitivo del volo charter lascia ipotizzare che trasportassero circa 40 milioni di dollari in contanti, una cifra enorme immessa illegalmente in un contesto di grave carenza di valuta estera, forse con fini speculativi.


I nodi da sciogliere restano molti: chi era il reale destinatario di quel carico? Qual era l’origine e la finalità dei fondi?
La cittadinanza attende risposte che, per ora, faticano ad arrivare.

Un saluto fraterno,

Francesco